Analisi complessa/Operatori lineari in H

Da testwiki.
Vai alla navigazione Vai alla ricerca

Template:Analisi complessa

Operatore lineare

Definizione 2.7.1
Definiamo ℒ(H) l'insieme degli operatori lineari di uno spazio di Hilbert H in se stesso
ℒ(H)={L:H→H;x,y∈H,α,β∈C⇒L(αx+βy)=αLx+βLy}.

Un operatore lineare si dice

  • continuo
    se ∀x0∈H,∀ε>0:∃δ>0:‖x−x0‖<δ⇒‖Lx−Lx0‖<ε;
  • limitato se
    ∃k>0:∀x∈H‖Lx‖<k‖x‖ .

Per un operatore L∈ℒ(H)le seguenti affermazioni sono equivalenti:

  • L è continuo in 0;
  • L è continuo in tutto H;
  • L è limitato ∀xn:xn→x¯⇒Lxn→Lx¯

Norme di operatori

Definizione
Sia ℬ(H) l'insieme degli operatori lineari limitati su H; definiamo
‖L‖ℬ(H)=supx≠0‖Lx‖‖x‖=supx≠0‖Lx‖x‖‖=sup‖x‖=1‖Lx‖

ℬ(H) è uno spazio vettoriale su ℂ, ponendo

  • (L1+L2)x=L1x+L2x
  • (λL)x=λLx.
Teorema
‖⋅‖ℬ(H) è una norma, e ℬ(H) è completo rispetto alla distanza indotta dalla norma.
Teorema
Siano:
  • H uno spazio di Hilbert,
  • {xn} una successione in H con ‖xn‖≤K<∞,
  • {yn} un'altra successione in H con ‖yn‖≤K<∞
  • {αn} una successione in ℂ con ∑n|αn|≤K<∞
Allora l'applicazione
x→∑n=1∞αnxnyn
è lineare e continua.
Definizione2.7.6.
Consideriamo una successione di operatori
{Ln}⊆ℒ(H)
Diciamo che Ln→L
  • In norma se
    ∀ε>0∃N:n>N⇒‖Ln−L‖ℬ(H)<ε,
cioè se
sup‖x‖=1‖Lnx−Lx‖<ϵ .
  • Fortemente se
    ∀x∈HLnx→Lx,
cioè se
∀ε>0,x∈H∃Nx:n>Nn⇒‖Lnx−Lx‖<ε
  • Debolmente se
    ∀x,y∈H<Lnx,y>⟶<Lx,y>.
Teorema
La convergenza in norma implica la convergenza forte, che implica a sua volta la convergenza debole, ma non vale il viceversa.
Definizione 2.7.8.
Definiamo kernel (nocciolo) di un operatore L∈ℒ(H) l'insieme degli x∈H tali che Lx=0. Questa definizione corrisponde a quella data per i funzionali lineari.
Definiamo rango di un operatore l'insieme degli y∈H tali che Lx=y per qualche x∈H:
ker⁡L={x∈H:Lx=0}
r(L)={y∈H:∃x∈H:Lx=y}

Operatori aggiunti

Definizione 2.7.9.
Sia L∈ℒ(H); definiamo l' operatore aggiunto L⋆ come l'operatore che ∀x,y∈H soddisfa
<Lx,y>=<x,L⋆y>.
TEOREMA 2.7.10.
Se L∈ℬ(H) anche L⋆∈ℬ(H); inoltre
‖L⋆‖ℬ=‖L‖ℬ
e
(L⋆)⋆=L.

Nel caso finito-dimensionale, per ℂN, si può mostrare che tutti gli operatori lineari si possono rappresentare con matrici, A=(aij), con aij∈ℂ, in modo tale che

L𝐱=A𝐱=∑ijaijxjêi,

dove êi sono i vettori della base rispetto alla quale sono date le componenti xi dei vettori dello spazio.

Inoltre, con il prodotto scalare definito come

(𝐱,𝐲)=∑ixiyi‾

è facile mostrare che L⋆ è rappresentato dalla matrice aggiunta

A⋆=(aji‾)

Operatori compatti

Introduciamo per prima cosa alcune nozioni topologiche su spazi metrici (valide quindi in particolare su spazi di Hilbert).

Definizione 2.7.11.
Sia A⊆X, dove X è uno spazio metrico.
A si dice compatto se per ogni successione
{xn}⊆A
esiste una sottosuccessione che converge ad un punto x∈A.
Un insieme si dice chiuso se contiene tutti i suoi punti di accumulazione; la chiusura A¯ di un insieme A è l'unione dell'insieme e dell'insieme dei suoi punti di accumulazione; chiaramente A¯=A se A è chiuso.
Un insieme si dice precompatto se la sua chiusura è compatta.
TEOREMA 2.7.12
Sia A⊆J dove J è uno spazio normato; allora se

A è compatto, è anche chiuso e limitato (∃K>0:‖x‖J<K∀x∈A).

Se J=ℝN,ℂN (finito-dimensionale) A⊆J è compatto se e solo se è chiuso e limitato.

Teorema di Bolzano-Weierstrass
In ℂN ogni successione limitata ammette una sottosuccessione convergente, e ogni insieme limitato ed infinito ha almeno un punto di accumulazione.

Questi teoremi non si possono però estendere al caso infinito-dimensionale, infatti sussiste il seguente teorema:

Sia H spazio di Hilbert, con dim⁡H=∞,allora l'insieme S={x:‖x‖=1} è chiuso e limitato ma non compatto.

Siamo ora pronti a definire la nozione di operatori compatti.

Definizione 2.7.16
Un operatore L∈ℒ(H) si dice compatto se per ∀C⊆H limitato, L(C) è precompatto; in altre parole, se
∀xn∈H,‖xn‖<K∃{xnk}:{Lxnk} converge.
TEOREMA 2.7.17.
Se dim⁡r(L)<∞, L è compatto.
Se H è separabile, ogni operatore compatto è limite in norma di una successione di operatori An con dim⁡r(An)<∞.

Spettro di operatori

Definizione 2.7.18.
Definiamo il prodotto di due operatori
L1,L2∈ℬ(H)
come
(L1L2)x=L1(L2x)∀x∈H.

È facile notare che

‖L1L2‖≤‖L1‖‖L2‖.

Questo fatto, unito alla completezza di ℬ(H) ed alla presenza di un funzionale lineare continuo E:x→x tale che

LE=EL=L:∀L∈ℬ(H)

e

‖E‖=1

fa di ℬ(H) un'algebra di Banach.

Definiamo l' operatore inversodi un operatore L:H→H l'operatore L−1 tale che

∀y∈HL−1y=x⟺Lx=y

L'operatore inverso esiste se e solo se L è biunivoco: se L non fosse suriettivo, L−1 non sarebbe definito per qualche y∈H, e se non fosse iniettivo, Lx1=Lx2=y e quindi L−1y non sarebbe univocamente definito;

L−1L=LL−1=E

L'inversa di un'applicazione lineare è lineare.

Teorema della mappa aperta

Siano G e W due spazi di Banach su ℂ, e L:G→W lineare. Se

L(G)=W (se L è suriettiva)

allora sia

SG⊆G={x∈G:‖x‖≤1}

la sfera unitaria in G, allora

δSW⊆L(SG)

dove δSW è la sfera di raggio δ>0 in W.

Corollario.
Se L∈ℬ(H) ed è biunivoca, allora
‖Lx‖≥δ‖x‖;
pertanto
‖x‖=‖LL−1x‖≥δ‖L−1x‖
quindi
‖L−1x‖≤1δ‖x‖
e dunque
L−1∈ℬ(H).
Definizione di spettro.
Definiamo lo spettro σ(L) di un operatore L∈ℬ(H) come l'insieme dei λ∈ℂ tali che
L−λE
non ammette inverso continuo.

Se esiste un vettore v≠0 tale che per un λ¯∈σ(L) vale che Lv−λ¯v=0 (in altri termini se ker⁡(L−λ¯E)≠0) si dice che λ¯ è un autovalore di L. L'insieme degli autovalori si dice spettro discreto σD(L);chiaramente σD⊆σ .

TEOREMA 2.7.23
Per ogni operatore L∈ℬ(H),σ(L) è chiuso e limitato.
TEOREMA 2.7.24
Sia T∈ℒ(H) operatore compatto. Allora è vero che:
  • ∀λ≠0dim⁡ker⁡(T−λI)<∞
  • Se dim⁡H=∞ allora 0∈σ(T)
  • ∀S∈ℬ(H)
  • sia ST che TS sono compatti.
TEOREMA 2.7.25.
Sia T∈ℒ(H) operatore compatto. Per ogni n>0 esiste solo un numero finito di elementi di σ(T) che siano maggiori di 0; in altri termini gli elementi dello spettro sono al più numerabili, e se sono infiniti, l'unico punto di accumulazione è lo 0.Inoltre σ(T)=σD(T).
Operatori autoaggiunti.
Un operatore si dice autoaggiunto se L⋆=L.Se L∈ℬ(H)è autoaggiunto, allora i suoi autovalori sono reali, e gli autovettori corrispondenti ad autovalori distinti sono ortogonali.
Teorema
Se T∈ℬ(H) è compatto ed autoaggiunto, e H è separabile, allora gli autovettori di T costituiscono una base Hilbertiana per H.

Template:Avanzamento