Calcolo numerico/Comportamento dell'errore algoritmico e dell'errore analitico

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Data una funzione f non razionale, l'errore totale al primo ordine è Ealg+Ean+Ein.

Se abbiamo una funzione non razionale, si ha Ean≠0. Ci si aspetta che per n crescente, l'errore analitico si riduca. Invece, per n crescente, Ealg aumenta.

Grafico: supponiamo di avere un grafico con n in ascissa e l'errore in ordinata. L'errore analitico è rappresentato da una curva che decresce, viceversa l'errore algoritmico è una curva crescente. Osservo che abbiamo un valore n0 per cui abbiamo la situazione migliore possibile, cioè il polinomio è un'approssimazione sufficientemente buona della funzione, e l'errore algoritmico non è ancora troppo elevato (punto di bilanciamento). La curva complessiva dell'errore relativo (somma di errore algoritmico e analitico) ha una forma di V, raggiunge una cuspide (n0) e poi risale. Infatti inizialmente, si aumenta n per ridurre l'errore analitico, ma l'aumentare di n provoca l'aumentare dell'errore algoritmico, e quindi non si riesce a ottenere una riduzione soddisfacente dell'errore.

Esempio 1.8

Consideriamo l'esempio di approssimazione della derivata prima con il rapporto incrementale.

f′(x)=f(x+h)−f(x)h+o(h)

o con il rapporto incrementale centrato:

f′(x)=f(x+h)−f(x−h)2h+o(h2)

Grafico: rappresentiamo h sull'asse delle ascisse, e in ordinata l'errore relativo (trascuriamo l'errore inerente). Al decrescere di h, l'errore algoritmico aumenta, e i risultati guadagnati riducendo h non portano vantaggi. Considerando invece il rapporto incrementale centrato, si ha un miglioramento, ma anche in questo caso, al diminuire di h, l'errore analitico diminuisce ma a partire da un certo punto l'errore algoritmico aumenta e deteriora il risultato.

Conclusione importante: su un calcolatore, non vale la regola che più fine è l'approssimazione, più l'errore si riduce.

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