Calcolo numerico/Condizionamento test e stabilità dei metodi di punto fisso

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Condizionamento

Un problema è ben condizionato se, variando di poco i dati del problema, si ottengono piccole variazioni nel risultato. Per studiare il condizionamento del metodo, supponiamo quindi di avere f(x)=ϕ(x)−D, con D piccola perturbazione della ϕ originaria.

Supponiamo che la funzione ϕ sia invertibile, allora f(α)=0 se e solo se ϕ(α)=D, e quindi α=ϕ−1(D). Sia GD=ϕ−1(D)=α, e α la radice di ϕ. L'espressione per l'indice di condizionamento è:

Icond=DGD∗(GD)′

=Dα∗(ϕ−1)′=Dα∗1ϕ′(α)

allora il problema è ben condizionato se ϕ′(α) è grande, mentre è mal condizionato se ϕ′(α) è piccolo. Questo equivale a dire che nel caso di una funzione "piatta" nell'intorno della radice (cioè ϕ′(α) piccolo) il problema è mal condizionato.

Test del residuo

Data la successione di iterate {xk} generate dal metodo, a ogni iterata si calcola |ϕ(xk)|. Se |f(xk)|<ε con ε fissato, l'approssimazione della radice è già buona e il metodo si arresta. Facciamo l'ipotesi che f sia di classe C1, allora, siccome f(α)=0 si ha:

f(xk)=f(xk)−f(α)=f′(ηk)∗(xk−α),α<ηk<xk,

con ηk−α<xk−α, dove l'ultimo passaggio deriva dall'applicazione del teorema del valor medio.

Segue che xk−α=f(xk)f′(ηk), e passando al valore assoluto e supponendo |f(xk)|≤ε si ha:

|xk−α|≤εf′(ηk)

e quindi l'errore assoluto è ben controllato dal residuo.

Supponiamo che la successione di iterate {xk} converga ad α, quindi f′(ηk)→f′(α), e il modo con cui il residuo controlla l'errore assoluto dipende anche da f′(α). Considerando

f(α)≤εf′(α),

segue che:

  1. se |f′(α)|=1 il test è buono;
  2. se |f′(α)|<1 il termine a destra cresce molto, e il test non dà informazioni, perché a un residuo piccolo può corrispondere un errore grande. Si conclude che il test del residuo non dà informazioni quando il problema è mal condizionato f′(α) piccolo);
  3. se |f′(α)|>>1, il test è troppo restrittivo, perché pur avendo già trovato una buona approssimazione della radice, il metodo non si ferma perché il test del residuo non è soddisfatto.

Test dell'incremento

Calcolo le iterate finché

|xk+1−xk|≤ε

Supponiamo di generare una successione di iterate tramite una generica funzione ϕ, e supponiamo che ϕ sia di classe C1. Tenendo conto della definizione delle iterate si può scrivere:

xk+1−α=ϕ(xk)−ϕ(α)=ϕ′(ηk)∗(xk−α)

con |ηk−α|<|xk−α| per il teorema del valor medio. Determiniamo la relazione tra l'errore relativo e l'incremento:

xk+1−xk=xk+1−α−(xk−α)=ϕ′(ηk)∗(xk−α)−(xk−α)=(xk−α)∗(ϕ′(ηk)−1)

quindi

xk−α=xk+1−xkϕ′(ηk)−1

e in valore assoluto l'errore assoluto è controllato da

ε|ϕ′(ηk)−1|

A differenza del caso precedente:

  1. se ϕ′(α)≃1 il test non dà informazioni;
  2. se ϕ′(α)=0 si è nel caso favorevole, perché l'incremento controlla l'errore assoluto (bilanciamento ottimale).

Si considera un metodo superlineare con p≥2 (ad esempio il metodo di Newton nel caso in cui α sia semplice). Per questo metodo il test dell'incremento è buono.

Stabilità

Supponiamo di voler calcolare la successione di iterate {xk+1} a partire da un punto di innesco, con la legge xk+1=ϕ(xk), e indichiamo con {x¯k} la successione delle iterate effettivamente ottenute sul calcolatore.

Può succedere che x¯k non convergono ad α, pur appartenendo a un intorno della radice di raggio via via più piccolo fino a una certa soglia.

Proposizione 4.2

Nelle ipotesi precedenti, supponiamo

x¯k=ϕ(x¯k−1)+δk

con δk errore commesso localmente. Assumo per comodità che tutti i δk siano maggiorati da un certo δ. Sia α un punto fisso di ϕ, α∈(α−ρ,α+ρ), e sia λ=max|x−α|≤ρ|ϕ′(x)|. Se definisco σ=δ1−λ<ρ, consideriamo un qualsiasi x0 tale che d(α,x0)<ρ, e supponiamo per comodità che x¯0=x0 (assenza di errore iniziale), allora segue che

|x¯k−α|≤σ+λk(ρ−σ),∀k≥0

Dim. Dimostro per induzione.

1. Se k=0, la tesi è vera perché |x¯0−α|≤ρ per ipotesi, e ρ=σ+λ0(ρ−σ).

2. Ipotesi induttiva: |x¯k−1−α|≤σ+λk−1(ρ−σ)

3. Dimostriamo l'asserto per k:

|x¯k−α|=|ϕ(x¯k−1)+δk−α|=|ϕ(x¯k−1)+δk−ϕ(α)|

≤|ϕ(x¯k−1)−ϕ(α)|+|δ|

e applicando il teorema del valor medio:

≤|ϕ′(ηk)|∗|x¯k−1−α|+δ,ηk−α≤x¯k−1−α≤ρ

con |ϕ′(ηk)|≤λ per ipotesi del teorema.

|x¯k−α|≤λ∗|x¯k−1−α|+δ

e applicando le ipotesi del teorema:

≤λ(σ+λk−1(ρ−σ))+δ

e sostituendo l'espressione di δ=(1−λ)∗σ

≤λ∗(σ+λk−1(ρ−σ))+σ(1−λ)≤λk(ρ−σ)+σ

cvd

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