Calcolo numerico/Norme di vettori e di matrici
Norma di vettori
Nella risoluzione di sistemi lineari si ha l'obiettivo di misurare quantità non scalari.
Esempio 2.1
Esempi di norme sono:
e gli intorni in queste tre norme sono rispettivamente un cerchio, un rombo e un quadrato.
Proprietà 1: la norma è una funzione uniformemente continua, cioè
A vettori vicini corrispondono norme vicine indipendentemente dagli ordini di grandezza.
Proprietà 2: vale la proprietà di equivalenza topologica delle norme. Supponiamo di prendere due norme qualsiasi e , con fissato. Allora esistono con tali che
Allora, siccome tutte le norme sono equivalenti, si può scegliere la norma che dà meno errori.
Proprietà 3: per ogni , considerate le norme 1,2 e dell'esempio precedente, si ha:
e, unendo le due relazioni:
Norma matriciale
Proprietà 1,2: valgono l'uniforme continuità e l'equivalenza delle norme come conseguenze dei punti 1,2,3.
Esempio 2.2
È necessario imporre anche la quarta proprietà. Infatti, data la matrice
si ha che è la matrice nulla, e quindi vale
Relazioni tra norme vettoriali e norme matriciali
Proprietà 3: Una norma vettoriale indotta è una norma matriciale compatibile.
Dim. Se , la definizione di norma matriciale compatibile è verificata. Se , si ha
cvd
Proprietà 4: La norma matriciale indotta è la più piccola tra le norme matriciali compatibili con la norma vettoriale considerata.
Dim.
e per la compatibilità della norma :
cvd
Norme matriciali indotte dalle principali norme vettoriali
Proprietà 5:
Nell'espressione della norma matriciale indotta dalla norma 2, cioè dalla norma euclidea, rappresenta il raggio spettrale.
Proprietà 6: Per ogni valgono le seguenti disuguaglianze:
Osservazione 2.1
Se , allora , e
ma siccome per gli autovalori vale la relazione , moltiplicando per ottengo:
cioè gli autovalori di sono i quadrati degli autovalori di .
Quindi
Se è hermitiana definita positiva, cioè , , allora gli autovalori sono positivi, e si ha
Nota: il raggio spettrale non è una norma matriciale, a meno che non mi limiti a sottoclassi di matrici.
Esistono infatti tali che
Esempio 2.3
Considerando
Allora si verifica che
mentre
e la disuguaglianza triangolare è violata.
Altre proprietà della norma matriciale indotta
Proprietà 7: per ogni norma matriciale indotta, vale che .
Dim. Consideriamo la relazione
cioè
vale per ogni autovalore, e quindi anche per quello che realizza il raggio spettrale, cioè
cvd
Numero di condizionamento
Consideriamo una funzione , tale che .
Valutando l'errore relativo
Moltiplichiamo e dividiamo per .
Siccome stiamo supponendo di risolvere il sistema
segue che
quindi
tenendo conto che la norma matriciale utilizzata è compatibile:
e ponendo si ottiene
Proprietà del numero di condizionamento
Lemma 2.1: Per ogni norma, .
Dim.
cvd
Condizionamento spettrale
è definita positiva, se è non singolare. Infatti .
Se è definita positiva, allora ha tutti autovalori reali positivi, e
dove i sono autovalori di .
Inoltre
Allora
e siccome h e sono simili e hanno quindi gli stessi autovalori, allora
Allora, se è non singolare,
Se , allora
e se è anche definita positiva
Stime del numero di condizionamento
Consideriamo una norma matriciale indotta. Vale la seguente proprietà: , allora
Determiniamo le matrici con numeri di condizionamento molto alti o molto bassi.
Esempio 2.4 [matrice di Hilbert]
La matrice di Hilbert ha entrate della forma
Ad esempio, in dimensione 3
Nella tabella rappresento l'aumentare del numero di condizionamento al crescere di :
Esempio 2.5
Tra le matrici per cui c'è la matrice identica.
Anche le matrici tali che
cioè tali che
sono perfettamente condizionate, infatti:
Osservazione 2.2
Vale la proprietà
ma la matrice non è singolare.
Il determinante non è una buona misura della singolarità della matrice.