Calcolo numerico/Stabilità condizionamento e convergenza

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Errore analitico

Teorema 5.4

Sia Ix il più piccolo intervallo che contiene i nodi di interpolazione, e supponiamo che contenga anche il punto x in cui vogliamo valutare l'errore. Supponiamo che F∈Cn+1(Ix). Allora esiste ξ∈Ix tale che

Ex=|f(x)−pn(x)|=f(n+1)(ξ)(n+1)!∗wn+1(x)

(analogia con la formula di Taylor, centrata però in tutti gli xi)

Dimostrazione

Se x è un nodo di interpolazione, allora E0=0.

Altrimenti, supponiamo di considerare t∈Ix, t≠x. Introduciamo la funzione ausiliaria

g(t)=E(t)−wn+1(t)wn+1(x)∗E(x)

di classe Cn+1(Ix).

Osserviamo che valutando g in uno dei nodi di interpolazione xi, siccome wn+1(xi)=0 e E(xi)=0 si ha:

g(xi)=E(xi)−wn+1(xi)wn+1(x)∗E(x)=0

e g(xi)=0∀i=1,…,n.

Valutando g nel nodo x si ha:

g(x)=E(x)−wn+1(x)wn+1(x)∗E(x)=E(x)−E(x)=0

quindi la funzione si annulla in n+2 nodi, gli xi e v.

Per il teorema di Rolle: g′(t) si annulla in n+1 punti, e g(n+1)(t) si annulla in un punto ξ∈Ix.

g(n+1)(ξ)=E(n+1)(ξ)−wn+1(n+1)(t)wn+1(x)∗E(x)

=f(n+1)(ξ)−n!wn+1(x)∗E(x)

e siccome g(n+1)(ξ)=0 per il teorema di Rolle, si ha

E(x)=f(n+1)(ξ)(n+1)!∗wn+1(x)

Rappresentiamo Ix usando le differenze divise. Chiamiamo En(f)(x) l'errore dell'approssimazione di f(x) con Pn. Sia Pn(t) il polinomio interpolante. Sia x≠xi, considerato come nuovo nodo di interpolazione.

Scriviamo il polinomio interpolante nei nodi xi, con i=0,…,n+1. Aumento di 1 il grado del polinomio interpolante

pn+1(t)=pn(t)+f[x0,…,xn,x]∗(t−x0)∗(t−x1)∗…∗(t−xn)

Siccome f(x)=pn+1(x) per la formula di Newton, ricavo che

En(f)(x)=f(x)−pn(x)=f[x0,…,xn,x]∗(x−x0)∗(x−x1)∗…∗(x−xn)

e se f∈Cn+1(Ix), segue che f[x0,…,xn,x]=f(n+1)(ξ)(n+1)!.

Convergenza del polinomio interpolante

Sia f∈C0(a,b), allora possiamo definire la norma infinito di f come max max[a,b]|f(x)|. Vogliamo studiare l'errore di interpolazione En per n→∞.

Introduco una matrice di interpolazione sull'intervallo [a,b], cioè definisco X=(xij) di dimensione infinita che contiene i nodi di interpolazione, è una matrice triangolare inferiore, che su ogni riga ha i nodi di interpolazione del polinomio che ha come grado l'indice della riga.

Fissati f,X, chiamiamo En(f,X)=|f−pn|.

Confronto En con l'errore di migliore approssimazione En∗(f), cioè En∗(f)=|f−Pn∗| dove Pn∗ è tale che |f−Pn∗|≤|f−Q| per ogni Q polinomio di grado n.

Pn∗ non passa necessariamente dai nodi. Sappiamo per il teorema di Iston-Weierstrass che En→0 per n→∞.

Esiste una relazione tra errore di interpolazione e errore di miglior approssimazione.

Supponiamo di avere una funzione continua su [a,b], e una matrice di interpolazione i su tale intervallo. Vale il seguente risultato.

Teorema 5.5

L'errore di interpolazione

En(f,X)≤En∗(f)∗(1+Λn,X)

dove

Λ=|∑j=0n|Lj,n||

dove Lj,n è il j-esimo polinomio di Lagrange di grado n (Λ viene chiamata costante di Lebesgue).

Dimostrazione

Poniamo Pn=Pn(X,f), per ogni y∈[a,b], consideriamo

|Ey|=|f(y)−Pn(y)|=|f(y)−Pn(y)+Pn∗(y)−Pn∗(y)|

≤|f(y)−Pn∗(y)|+|Pn∗(y)−Pn(y)|

La differenza tra il polinomio di miglior approssimazione e la funzione può essere maggiorata con En∗, quindi

≤En∗(f)+|Pn∗(y)−Pn(y)|

Argomento di proiezione: Pn∗(f)(y)=Pn(Pn∗(f))(y) (infatti il polinomio interpolante di un polinomio è il polinomio stesso), e sostituendo:

≤En∗(f)+|Pn(Pn∗(y))−Pn(y)|

Argomento di linearità: la differenza tra polinomi interpolanti di H1 e H2 è il polinomio interpolante della differenza H1−H2, quindi

≤En∗(f)+|Pn(Pn∗−f)(y)|

e scrivendo il polinomio interpolante in forma di Lagrange:

=En∗(f)+|∑j=0n(f−Pn∗)(xjn)Lj,n(y)|

con la disuguaglianza triangolare

≤En∗(f)+∑j=0n|f−pn∗(f)|(xjn)∗|Lj,n|(y)

e maggiorando (Pn∗−f)(xjn) con En∗(f) che è il massimo sull'intervallo:

≤En∗(f)+∑j=0nEn∗(f)∗|Lj,n|(y)

e portando En fuori dalla sommatoria

≤En∗(f)∗(1+∑j=0n|Lj,n|(y))

≤En∗(1+λn)

dove Λ è come definito sopra.

Nodi di Chebyshev

Esiste una matrice X∗ che minimizza la costante di Lebesgue Λn(x), ma non ne abbiamo la forma esplicita. Si considerano i nodi del polinomio di Chebyshev, che danno la migliore approssimazione di X∗ a meno di termini di ordine inferiore.

Template:Definizione

Poniamo θ=arccos⁡x, allora Pm(θ)=cos⁡(mθ), e dobbiamo risolvere cos⁡(mθ)=0, e questo è vero se

mθ=π/2+kπ,k∈ℤ

quindi gli zeri sono

θk=π2m+kπm

Definiamo

xk=cos⁡θk,k=1,…,m−1

xk∈[−1,1], sono tutti interni all'intervallo, e hanno la proprietà che si infittiscono verso gli estremi e sono più radi al centro.

x∈[−1,1], consideriamo z=αx+β, impongo a=−α+β, b=α+β, e ricaviamo che α=(b−a)/2 e β=(b+a)/2, quindi i nodi mappati su (a,b) sono (b+a)/2+xk(b−a)/2. In generale, per ogni scelta dei nodi di interpolazione, esiste una costante c>0 tale che

Λn(x)>2/πlog⁡(+1)−c, e quindi λn(x)→∞ per n→∞.

Teorema 5.6 (teorema di Faber)

Data X matrice di interpolazione sull'intervallo [a,b], esiste almeno una funzione f continua su [a,b] tale che Pn(X,f) non converge uniformemente a f per n→∞.

Questo significa che una matrice di interpolazione non va bene per tutte le funzioni.

Funzione di Runge

Consideriamo la funzione di Runge:

f(x)=11+x2

L'interpolazione polinomiale di questa funzione con nodi equispaziati non dà buoni risultati. Invece con i nodi di Chebyshev si ottiene un risultato migliore.

Condizionamento

Supponiamo che f¯(xi) siano le perturbazioni di f(xi), chiamiamo p¯n(x) il polinomio interpolante rispetto ai valori perturbati. Vale che

|pn(x)−p¯n(x)|=maxx∈[a,b]|∑i=0n(f(xi)−f¯(xi))∗Li(x)|

e per la disuguaglianza triangolare

=max⁡∑i|f(xi)−f¯(xi)|∗|Li(x)|

≤∑i=0n|f(xi)−f¯(xi)|∗maxx∈[a,b]∑i=0n|Li(x)|

=∑i=0n|f(xi)−f¯(xi)|∗Λ(X)

quindi la costante di Lebesgue può essere interpretata come numero di condizionamento e amplifica la perturbazione sui dati.

Λn(x) cresce all'aumentare di n, e vale il seguente risultato: se consideriamo nodi equispaziati, Λn=2n+1Enlog⁡n e si ha una crescita esponenziale. Invece, considerando i nodi di Cevicev, la crescita è solo logaritmica.

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