Elettrodinamica classica/Sviluppo in multipoli

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Cominciamo dal caso non relativistico. Supponiamo che la corrente jμ vari apprezzabilmente su scale di tempo dell'ordine di un dato T0, ossia Δjμ∼jμ se Δt∼T0. Se dunque n→⋅y→ fosse piccolo rispetto a T0 potremmo trascurarlo nella valutazione di jμ; ma quand'è che questo è vero? Cerchiamo innanzitutto un modo per stimare T0.

Esempio: jμ è la corrente generata da particelle cariche in moto con velocità v→ contenute in una regione di spazio finita di dimensione ℓ. In questo caso l'unica stima ragionevole di T0 è:

T0=ℓv

Per poter eseguire l'approssimazione non relativistica, dunque, abbiamo bisogno che n→⋅y→≪T0. Poiché |y→|<ℓ, ciò è verificato se ℓ≪T0=ℓ/v, ossia se v≪1, che è proprio il caso non relativistico.

Esempio: jμ è una corrente di lunghezza d'onda λ, ossia di periodo T0=λ, che è anche il tempo caratteristico. Pertanto, n→⋅y→ è trascurabile se è piccolo rispetto a λ, e ciò è vero se ℓ≪λ, con ℓ dimensioni del sistema.

In casi come questi, dunque, si può espandere n→⋅y→:

Aμ(x)≃14πr∫jμ(t−r;y→)d3y→+14πr∫n→⋅y→∂0jμ(t−r;y→)d3y→+O((n→⋅y→)2)

o, reintroducendo le c:

Aμ(x)≃14πrc∫jμ(t−rc;y→)d3y→+14πrc2∫n→⋅y→∂0jμ(t−rc;y→)d3y→++O((n→⋅y→c)2)

I termini di questo sviluppo si dicono multipoli, e il tipo di approssimazione prende un nome diverso in base a quali termini si trascurano e quali no.

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