Fisica moderna/Esperimento di Millikan

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Dopo gli esperimenti di Thomson e Zeeman si conosce la natura dei raggi catodici e si ha una misura del rapporto qm proprio delle particelle che li costituiscono. Tuttavia non è ancora possibile conoscere i valori di q e m separatamente. Questo obiettivo viene raggiunto da Millikan nel 1909 tramite l'esperimento che ora descriveremo.

Apparato sperimentale

  • Goccioline d'olio nebulizzate, osservabili tramite microscopio, di dimensioni dell'ordine del micron (μm=1⋅106m);
  • condensatore con armature distanti L;
  • sorgente ionizzante.

Descrizione esperimento

Inizialmente il campo elettrico non viene acceso. Scegliamo un riferimento verticale orientato verso il basso. Quando la gocciolina d'olio inizia a cadere è sottoposta a 3 forze:

  • la forza peso, diretta verso il basso, Fp=mg;
  • la forza di Archimede, diretta verso l'alto, Fa=m′g;
  • la forza di attrito viscoso, o forza di Stokes, diretta secondo la stessa direzione ma in verso opposto rispetto alla velocità, Fs=6πνRvg, in questo caso verso l'alto.

Ricordiamo che:

  • la massa m′ che compare nell'espressione della forza di Archimede è la massa corrispondente al volume d'aria spostato dalla gocciolina;
  • la velocità vg che compare nella forza di attrito viscoso è la velocità di regime: raggiunta tale velocità il moto della gocciolina diventa uniforme, in quanto le forze si bilanciano. vg viene raggiunta in un tempo di ≈40μs, dunque possiamo considerare le velocità misurate come di regime.

Misurando le velocità di caduta è possibile ricavare il raggio della gocciolina d'olio. Infatti l'equazione del moto è:

mg−m′g−6πνRvg=043πR3ρoliog−43πR3ρariag−6πνRvg=043πR3(ρolio−ρaria)g=6πνRvgvg=29R2g(ρolio−ρaria)ν

Dopo aver determinato secondo questo metodo il raggio delle goccioline si accende il campo elettrico. La gocciolina ionizzata per effetto del campo risale verso l'alto. Riscriviamo le equazioni del moto tenendo presente che ora agisce la forza Fe=qE verso l'alto e che la forza di Stokes, poiché ora la velocità è verso l'alto, agisce verso il basso.

mg−m′g+6πνRve−qE=0

Dai calcoli svolti precedentemente possiamo inoltre scrivere:

mg−m′g=6πνRvg

Dunque si ha:

6πνR(vg+ve)=qE

Dalla misura della velocità ve, e conoscendo E tramite il potenziale applicato e la distanza tra le armature (E=Vd), si ricava quindi il valore della carica q:

q=6πνR(vg+ve)E

In realtà Millikan non ottiene misure dirette della velocità ma misura i tempi di caduta, da cui:

q=6πνRL(1tg+1te)E

L'ulteriore, importantissima, scoperta di Millikan è che i valori di tali cariche sono tutti multipli interi di una quantità costante, e, che egli riesce a misurare.

{q=ne=6πνRL(1tg+1te)Eq′=n′e=6πνRL(1tg+1t'e)Eq′−q=6πνRL(1t'e−1te)E=(n′−n)e

Ottiene che il valore di questa carica elettrica e è:

e=1.591⋅10−19C

Questo valore viene quindi assunto come quello di carica elementare ovvero la carica del singolo elettrone.

Osservazioni

Rispetto al valore oggi accertato (e=1.602176565(35)⋅10−19C) il risultato di Millikan è sottostimato. Questo è dovuto a un errore nella stima del coefficiente di viscosità dell'aria.

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